Come guidare il proprio figlio al successo, dall’infanzia all’età adulta

Quando si cresce un figlio, si vorrebbe vederlo realizzato. Ma come guidare al successo il proprio figlio, senza prevaricarli o creare sofferenza?

Non è giusto, ma è senz’altro normale – quantomeno, comune – che un genitore proietti, in modo più o meno consapevole, le proprie aspirazioni sui propri figli. Spesso e volentieri, queste sono legate alla prospettiva che abbiamo desiderato per noi, ma in genere hanno a che fare, più genericamente, con il desiderio di vederlo arrivare a una propria realizzazione. Il desiderio è comune e può essere sano. Ma, se ce lo si riconosce, è inevitabile chidersi come guidare il proprio figlio al successo. In primo luogo, è necessario intendersi, però, sul significato del termine. Spesso si confonde il successo con il prestigio sociale, la ricchezza o la rispettabilità. Successo dovrebbe essere, invece, raggiungere uno stato di benessere personale, prima che concreto. Come aiutare gli adulti del futuro a farlo proprio?

Come guidare il proprio figlio al successo fin da piccoli

Una crescita sana fin dalla prima infanzia è il primo ingrediente di una vita di successo, perchè produce adulti equilibrati. Come guidare il proprio figlio al successo fin dalla sua prima infanzia? Successo significa, prima di tutto, indipendenza. Importante per un genitore è soprattutto non esagerare con la protezione e – suggerisce Metlife – “conceder loro gli spazi giusti per lo sviluppo armonico e armonioso di fisico e psiche”. Adattarsi all’esistenza dei pericoli significa prepararsi presto a prevenirli.

Un clima positivo, però, è fondamentale. L’ingrediente base del successo, fin da piccoli, è l’autostima, che si nutre del supporto e della fiducia di chi ci circonda, ma anche della capacità di saper mettere dei limiti, educando alla determinazione e all’impegno piuttosto che evocando grandi prospettive che potrebbero generare frustrazioni. Anche da piccolo, un figlio è un individuo autonomo. Per guidare al successo il proprio figlio, quindi, il segreto è lasciargli sviluppare un suo percorso. Provando, sbagliando, cambiando rotta, lasciando che scopra cosa lo fa sentire realizzato, e – a quel punto – sapendolo sostenere con costanza e discrezione.

Come guidare il proprio figlio al successo se ha un DSA

In una società come la nostra, che misura il successo e il talento in base a quanto si è abili in qualcosa, quanto si è capaci di dimostrarsi migliori degli altri, le persone con DSA – disturbi specifici dell’apprendimento: ne fanno parte, ad esempio, la dislessia e la discalculia – vengono spesso fatte sentire fortemente condizionate dalla propria diagnosi. Talora possono sviluppare una percezione di essere diversi, a volte persino di non avere un talento. Come guidare il proprio figlio al successo, facendo del suo DSA un’occasione anzichè un limite? Il portale Genitoriedsa spiega che i segreto “è quello di aiutarli a scoprire e valorizzare i loro talenti. Significa fingere di non vedere i punti deboli? Ovviamente, no. E occorre occuparsi anche di quelli per minimizzarne l’impatto sul percorso scolastico”.

Ciò che conta, è saper riconoscere un talento. Quando ci viene facile qualcosa, infatti, siamo spesso indotti a pensare che debba essere così per tutti, e che quindi chi non ci riesce sia meno dotato o – al contrario – che quella nostra particolare qualità non costituisca un talento. Il primo passo per guidare al successo il proprio figlio – con DSA, ma non solo – è riconoscere meritevoli di attenzione e apprezzamento delle proprie qualità. Chi ha un DSA, infatti, non è meno capace degli altri. Ha, però, sovente, poca autostima. Per svilupparla, c’è un aspetto fondamentale: manifestare apprezzamento indicando comportamenti e risultati concreti e specifici.

Come guidare il proprio figlio al successo nel lavoro

Anche se il ruolo del genitore non termina mai, ogni figlio cresce, e deve presto o tardi confrontarsi con l’età adulta e – con essa – con il mondo del lavoro. Un genitore, a questo punto, sarà a maggior ragione indotto a guidare il proprio figlio al successo in un contesto nuovo e decisivo come questo. Money.it ha messo in evidenza le qualità che un genitore dovrà tramandare per riuscirvi. Un genitore, infatti, può sostenere il proprio figlio garantendogli il miglior percorso di studio, i contesti migliori e più stimolanti. Ma non basta. L’ingrediente fondamentale del successo sono le attitudini personali. Bisogna, dunque, che un genitore insegni al proprio figlio ad adattarsela nelle situazioni difficili, dimostrando il meglio di sè anche nella difficoltà. E poi sviluppare le cosiddette soft skills, le abilità che – oltre a quelle tecniche – le aziende stanno cercando, e fanno la differenza tra un percorso personale di successo e uno molto più difficoltoso.

Guidare il proprio figlio al successo in sette passi

Secondo Money.it, sono sette: saper Collaborare, condividere idee e guidare gruppi di persone: in un mondo fatto di network è importante saper lavorare in team e all’occorrenza saper guidare un gruppo nella giusta direzione. Saper Analizzare, filtrare e sintetizzare informazioni, gestire un enorme numero di dati, trattenere solo quelli utili al problema che si sta affrontando. Dimostrare capacità di problem solving e pensiero critico: saper fare le domande giuste per trovare soluzioni in maniera efficace e nel minor tempo possibile.

Guidare al successo il proprio figlio significa insegnargli ad avere  Spirito di iniziativa e capacità imprenditoriale: non sempre la strada più nota è quella giusta, è importante saper osare e rischiare. Perché è vero che per avere successo ci vuole anche un pizzico di fortuna. Sono fondamentali versatilità e capacità di apprendere velocemente: in un mondo in costante evoluzione saper acquisire nuove capacità è fondamentale. Non bisogna limitarsi. Ingrediente base del successo è saper comunicare in modo chiaro, oralmente o in forma scritta. L’empatia è una caratteristica ricercata nei candidati da tutte le aziende. Infine,  guidare il proprio figlio al successo significa contribuire a che sia dotato di immaginazione e curiosità: non tutte le conoscenze si apprendono sui libri di scuola, avere voglia di imparare nuove cose è la base del successo. Ed è per questo che negli ultimi anni ad avere successo nel lavoro sono stati coloro che sono stati capaci di “inventarsi” un lavoro.

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