Talento nei bambini, parlano gli esperti

talento nell'arte

Ci si interroga spesso su come riconoscere e sviluppare il talento nei bambini. I più piccoli e le loro qualità devono essere approcciate con competenza, facendo dialogare diverse discipline, compresa la psicologia. Ecco il parere di alcuni esperti in proposito!

Lo sa ogni genitore. Lo sa chi si trovi per lavoro o per affetto ad avere a che fare con i più piccoli. Ognuno si è confrontato spesso col tema del talento nei bambini. Si può identificare fin da piccolissimi una caratteristica speciale. magari sviluppandola fin da quando sono nella prima infanzia, in modo tale che – nel momento di maggior consapevolezza – possano seguirla? Quanti, fin da piccoli, sono dotati – davvero – di questo sacro fuoco? Gli esperti ne parlano da tempo. Soprattutto gli psicologi, poi, hanno formulato teorie e consigli sul modo per svilupparlo.

Il talento nei bambini? Tutti ne hanno uno

La prima domanda che in genere si pone agli esperti in relazione al talento nei bambini è la più semplice. Mio figlio ha davvero talento? Ogni genitore ne è certo, ma poi, alla prova dei fatti, di può trovare in ciascuno qualcosa di speciale? La pedagogista Tiziana Cristofori non ha dubbi: “Ogni singolo bambino ha talento, il problema è che non sempre viene individuato e coltivato”. Lo dice in una intervista a Vanity Fair. Qual è quindi il compito di un genitore, secondo la professionista romana? Ascoltare le sue inclinazioni. L’adagio per cui il talento sia la fortuna dei migliori, sostiene, è sbagliata. Piuttosto, è vero che accade spesso che non si scommetta sulle passioni dei bambini. “Non è raro che i genitori possano ignorarle, minimizzarle o, ancora peggio, contrastarle”.

Un atteggiamento pericoloso, perchè, dice Cristofori al settimanale: «Facendo così, possiamo nuocere all’autostima del bambino. Per un bambino è importante vedere le proprie abilità riconosciute. Inoltre, potremmo rovinare il rapporto con lui: non sentendosi supportato c’è la possibilità che sviluppi della rabbia nei confronti dei genitori», ha affermato Cristofari. Come si fa allora a permettere al talento nei bambini di emergersi e poi svilupparsi fin da piccolissimi? “«Deve crescere in un ambiente ricco di stimoli, avere l’opportunità di sperimentare. In questo modo, avrà la possibilità di testare le proprie abilità e preferenze. Sarà quindi possibile individuare la sua attitudine principale e lavorarci sopra, raffinandola».

Come accompagnare il talento nei bambini

Dopo averli lasciati liberi di sperimentare ed elaborare quel che gli piace e sanno fare, non bisogna affannarsi a parlare di talento. Secondo Davide Algeri, uno dei fondatori di questo progetto, per i più piccoli si dovrebbe parlare di predisposizione. Per identificare il talento nei bambini possono essere utili i consigli di uno psicologo, ma senza stress. Può accadere, infatti, che non si manifestino subito, ma è vero anche che “ogni bambino può averne anche più di una”.

L’assenza di pressione o di ansia è fondamentale anche per proteggere il talento nei bambini dalle proiezioni degli adulti. Loro sono, infatti, spesso condizionati dall’affetto che portano agli adulti di riferimento. “I bambini capiscono che suonare il pianoforte ad esempio rende felici i genitori e cercano di accontentarli e di assecondare le loro aspettative”. Ed è proprio in questo senso che la maturità dei genitori può diventare dirimente. Spiega Algeri a Fanpage: “Ogni genitore ha due possibilità: favorire l’emersione di un talento oppure inibirlo se troppo pressante o se non se ne cura. Bisogna incoraggiare i figli a seguire le passioni che li rendono felici”.

Le parole chiave per sviluppare il talento nei bambini

Si è parlato, fin qui, dell’importanza delle relazioni, della capacità di farsi da parte degli adulti. Ma quali sono i modi in cui loro possono essere utili, invece, a sviluppare il talento nei bambini? La dottoressa Annabel Sarpato ha individuato quattro parole chiave per permettere ai più piccoli di riconoscere i propri talenti e ai familiari di farli evolvere. Il primo lo abbiamo esplorato fino a qui, è la capacità di mettersi da parte, lasciare seguire e fare ai più piccoli solo ciò che davvero amano. Solo nel silenzio delle proprie proiezioni, infatti, gli adulti imparano davvero ad ascoltare i loro figli come individui autonomi. Questo è il secondo passo.

Una seconda parte del percorso potrebbe essere definita, per così dire più”attiva”. Mentre l’adulto osserva con attenzione, il talento nei bambini può emergere solo se vengono lasciati sperimentare, provare, esperire direttamente tutto quel che potrebbe incuriosirli o affascinarli. Come la dottoressa spiega proprio sul portale di Algeri, “Più i bimbi sono a contatto con attività diverse più hanno possibilità di scegliere” e quindi riconoscersi meglio e con maggiore chiarezza. Infine, però, è importante considerare che si tratta sempre di tentativi. L’errore non deve fare paura, anzi. Cambiare idea è l’ultimo importante passo nell’individuazione del talento nei bambini, per arrivare a quello che gli somiglia di più. A patto, s’intende, di aver verificato che non avvenga per noia o incostanza: anche quello di rispettare gli impegni presi è un talento!

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