Il dovere di essere il "talento del secolo": la storia di Michael Jackson
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Il “talento del secolo”: la storia di Michael Jackson

Se Michael Jackson uomo ci sono delle ombre, l’artista è sicuramente uno tra i più amati di sempre. La storia di Michael Jackson è un perfetto esempio di come emerge e si evolve un talento, ma anche del suo peso

Il re del pop. Il cantante da 100 milioni di copie vendute con un solo album. Il più grande intrattenitore di tutti i tempi. L’uomo dopo il quale artisticamente nulla è stato più come prima. Lo chiamano in tanti modi, a più di dieci anni dalla sua morte, ma i suoi fan continuano ad amarlo in modo viscerale, la sua musica continua a suonare ed essere ascoltata, si continua a cercare di riprodurre le sue caratteristiche, ad emulare i suoi successi. La storia di Michael Jackson è sicuramente quella di uno dei più grandi talenti di sempre – il suo album Thriller resta ancora oggi il più venduto della storia – ma anche un ottimo esempio di quella che può essere, nel bene e nel male, la parabola di un talento.

 

La storia di Michael Jackson dagli inizi alla Motown25

Quello che sarebbe diventato il cantante più venduto di sempre nacque a Gary, in Indiana, come il settimo dei nove figli della famiglia Jackson. Una collocazione, quella per numeri, che si porterà dietro anche artisticamente. La sua fortuna musicale, infatti, ha inizio da bambino, come il quinto dei “Jackson 5”. Il padre, Joseph, si è infatti accorto presto del talento dei suoi figli Jackie, Tito, Marlon, Jermaine e in particolare del piccolo Michael, dotato del talento naturale del frontman. Ma come spesso accade, con il talento arrivarono anche le vessazioni: la smania di successo e di guadagno del vecchio Joe per i bambini significava un clima d’inferno. Raccontano, infatti, che il padre li costringesse a preparare i loro pezzi per molte, molte ore, e fosse molto duro.

Il piccolo Michael salì sul palco la prima volta a sei anni, e si innamorò della magia che solo sul palco si può creare tra un artista e il suo pubblico. Da lì ebbe inizio una parabola luminosa che vide i Jackson 5 diventare tra i gruppi più amati d’America, e godere di uno straordinario successo da diversi milioni di copie vendute. Nel 1980, però, il giovane Michael tenta la carriera da solista. Quando nel 1983 arriva Thriller, è ormai chiaro che il suo talento ha bisogno di esprimersi da solo. La storia di Michael Jackson è definitivamente cambiata.

Quando il 25 marzo del 1983 si esibisce da solo – dopo aver cantato coi fratelli alcuni successi – per i 25 anni della celeberrima casa discografica Motown records, gli spettatori – e poi il mondo – restano incantati dal suo straordinario talento di performer e dai primi passi del ballo, il suo marchio di fabbrica che lo ha fatto entrare nella storia. Il moonwalk, ma non solo.

 

La storia di Michael Jackson cambia, e lui cambia la storia

Se oggi, si dice, i concerti sono degli show indimenticabili, il merito è del re del pop. La storia di Michael Jackson è indissolubilmente legata al Dangerous world tour del 1992, che per Blog della musica segna l’inizio di una nuova era: esplosioni, effetti pirotecnici, giochi di illusionismo e scenografie quasi cinematografiche, che iniziavano con Michael che si catapultava sul palco emergendo da una botola. Ogni dettaglio era pianificato nel più piccolo particolare, con un solo obiettivo: stupire. Come accadeva quando, con un jet pack, volava sulla folla a fine concerto, o il 45° Degree Lean.

A fare la storia di Michael Jackson è però soprattutto il ballo. Il talento del cosiddetto re del pop si manifestava soprattutto, infatti, nelle sue abilità di ballerino, a cui era spesso dedicato un momento specifico del concerto, in cui esibiva tutte le sue doti nell’hip hop e nella street dance. La danza, per lui, era parte integrante ed essenziale della sua musica, pensando alla danza scriveva, arrangiava e costruiva la messa in scena dei suoi pezzi più amati. Ed è proprio grazie al fatto che sapeva interpretarli attraverso tutto il corpo, mosso – in senso letterale – dal suo talento, che le canzoni di “Jacko” – così lo chiamano fan e giornalisti – sono rimasti nella storia.

 

La storia di Michael Jackson oggi è leggenda

Quando morì, il 25 giugno del 2009, sperimentava anche il lato oscuro del talento. Ossessionato dalle malattie, dai pericoli e ciò che di lui non gli piaceva, era ormai un uomo schiacciato dalle angosce e dalle ideosincrasie nutrite dal “dovere” di dimostrare sempre il suo talento, dall’essere sempre l’uomo che ha cambiato il mondo della musica.

Nel frattempo, però, il ragazzo timido e introverso di Gary era diventato forse l’artista più iconico del mondo e la storia di Michael Jackson era ormai la leggenda di un divo amatissimo pur se controverso, che era riuscito dove nessuno, prima, aveva saputo arrivare. Infatti è  stato il primo artista di colore ad essere trasmesso su MTV, ad esempio. Uno solo dei grandi successi di chi, attraverso il ballo e la musica ha stregato milioni di persone con  uno sguardo. Diceva ““Ricordati che quando balli devi sempre avere un segreto negli occhi, devi sempre guardare chi hai davanti e aggredirlo con lo sguardo, come se gli volessi dire qualcosa ma non puoi usare la parola.”


 

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