Il Talento di Messi… e sua Nonna!

il calcio di messi

Il talento di uno dei più forti giocatori di tutti i tempi

Non bastano un buon gioco di gambe, fisico prestante e tecnica impeccabile. Per essere un buon giocatore di calcio sono necessari un cuore che batte ad ogni tiro al pallone ed emozioni che fanno vibrare.
Lionel Andrés Messi Cuccittini lo sa benissimo e sa anche che il suo talento sarà per sempre scritto negli annali della storia del calcio.

 

Qual è il vero talento di Messi?

Lionel Messi nasce a Rosario, in Argentina, il 24 giugno del 1987 da una famiglia modesta. Ha origini italiane (i suoi nonni sono Italiani).  Già dall’età di 4 anni il talento di Messi comincia a prendere forma. Gioca senza stancarsi mai nei campi di calcio del quartiere.

 

Cosa è il talento?

Ognuno di noi ha un talento! É un dono, è una vocazione, è un sentirsi se stesso in un posto del mondo. E’ una fiammella piccola che ha bisogno di tanti elementi per essere alimentata.

Non basta solo riconoscerla, perché spesso, e soprattutto in tenera età, il talento da solo per emergere non basta.

L’occhio attento e l’amore di sua nonna Celia riesce a riconoscere la fiammella di suo nipote Leo. E sa che aspetta di diventare un fuoco immenso, indomabile, forte come il suo animo. Così convince i genitori di Messi a comprargli delle scarpe da calcio e lo iscrive  nella squadra giovanile della locale “Grandoli”.  Segue sempre Leo durante gli allenamenti e agli incontri. La crescita calcistica del giocatore Messi è segnata proprio da questa importante figura.

Ancora oggi il campione Messi quando segna un gol alza le mani al cielo in segno di ringraziamento verso sua nonna, il vero angelo custode del suo talento.

Comincerà a giocare tra i titolari. Fino all’età di 10 anni, la sua tecnica, il suo dribbling, la sua velocità di azione lo renderanno già unico nonostante la giovane età. Come ogni talento in crescita, anche il talento di Messi incontra diversi ostacoli che riguarderanno la sua salute e il suo benessere fisico.

Il giovanissimo Messi era sicuramente un giocatore all’altezza dei titolari, ma non poteva dirsi la stessa cosa confrontando l’altezza del suo corpo, Era più basso di statura rispetto ai suoi coetanei. Questo problema fisico poteva creare un grosso ostacolo per la sua carriera che neanche uno dei suoi migliori dribbling avrebbe potuto scavalcare, in un momento cruciale in cui il suo benessere psicofisico era fondamentale. Dopo diversi esami e controlli, la diagnosi: “mancanza dell’ormone della crescita (somatotropina) “. Le cure del caso sono costosissime e molto dolorose. La sua famiglia non può permettersi queste spese ma suo padre riesce ad andare alla ricerca di una grossa squadra di calcio che lo possa accogliere e far fronte alle spese mediche.
Il talento di Messi non poteva passare di certo inosservato, il Barcellona non tarda a bussare alla sua porta, La grande squadra si impegna a formarlo come calciatore e a pagare le cure costosissime alla condizione che si trasferisse in Spagna.
Quando il talento chiama, anche se spesso usa vie ripide e complicate, bisogna seguirlo; in Spagna farà cure ormonali fino all’età di 16 anni.

Non si è mai impaurito.  Ha indossato la sua armatura per cominciare la sua battaglia da vero guerriero. Di giorno guerriero in campo, nei duri allenamenti, nel gioco di squadra, nel lavorare sodo per alimentare sempre di più la fiamma del suo talento. E poi guerriero di notte quando deve sottoporsi a queste estenuanti e dolorose cure ormonali. Leo Messi non ha mai mollato. Leo ha creduto in se stesso, nella sua agilità e prestanza fisica. Ha creduto alle sue emozioni mentre in campo si muoveva come un fulmine mentre raggiungeva la meta. Per ogni buon giocatore, arrivare in porta è sempre un traguardo nuovo, che scuote, che emoziona. E il gioco del calcio è lo sport che per assoluto commuove, unisce, crea il senso di appartenenza verso una squadra, che mette in campo prestanza fisica e ideali.

E quando c’è un solista col talento di Messi tutte le emozioni prendono una forma diversa. Centrocampista e attaccante del Barcellona e capitano della nazionale Argentina, è considerato il degno erede di Diego Amando Maradona e per alcuni addetti ai lavori addirittura il più grande giocatore di calcio di tutti i tempi.

I riconoscimenti per Leo Messi non si sono fatti attendere.

Oltre che ad una serie di riconoscimenti con la sua squadra, (campionati spagnoli, supercoppe del Re, Champions League), ottiene premi come il più grande talento nel mondo del calcio (diverse volte “Pallone d’oro”, “Men’s Player of the Year”).

«Il pallone gli resta incollato al piede; ho visto grandi giocatori nella mia vita, ma nessuno con un controllo di palla come quello di Messi »

 (Diego Armando Maradona)

La fiamma del talento di Messi continua ad ardere ogni giorno sul campo e nella sua vita privata. Come il più grande e proficuo marcatore di tutti i tempi si è sempre di più avvicinato alla causa dell’UNICEF per i diritti all’infanzia. L’UNICEF lo proclamerà Ambasciatore proprio perché è considerata in assoluto una superstar del calcio (un supereroe aggiungiamo noi) che può contribuire a richiamare l’attenzione sui bambini più vulnerabili e invisibili.

Per essere un talento bisogna amarsi e darsi la possibilità della vita, allenarsi, sudare, soffrire,  gioire, alimentare la fiamma. Leo Messi lo sa. Diventa un supereroe in campo quando indossa la maglia col numero 10 del Barcellona e un supereroe quando si veste col simbolo dell’UNICEF per dare voce ai bimbi indifesi, abbandonati e sfruttati.

 

Il grande talento che sarà di esempio per tanti altri giovani talenti.

 


 

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