Orientarsi tra talento, passione nella realtà - TalentUS
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Orientarsi tra talento, passione nella realtà

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Orientarsi tra talento, passione nella realtà

Quando identifichi qualcosa che fai bene, che ti piace fare, e che sostiene i valori che sono

per te importanti, hai definito il successo nei tuoi termini.

 

Nido Qubein

 

La regola aurea per il successo, la soluzione dell’imprenditore, lo speech motivazionale, il time management, la meditazione. O ancora l’arte di negoziare, i principi zen, l’empatia e l’intelligenza emotiva.

In questa giungla fitta di sedicenti risolutori di problemi altrui, diventa necessaria la capacità di orientarsi e di capire, in primo luogo, quali di queste tecniche funzionano e quali sono inefficaci.

La verità è che ognuna delle tecniche precitate è, a suo modo, efficace e dipendono tutte da variabili personali, contestuali e situazionali. Questo, però, ci aiuta ben poco nella scelta della nostra personale ricerca del successo.

Forse è proprio il focus sul successo stesso che distrae dall’utilizzo corretto delle precedenti tecniche e può facilmente fare incappare uno sprovveduto nel primo truffatore che propone strategie molto meno serie e collaudate per raggiungere i propri desideri con facilità.

Urge, quindi, un orientamento, una serie di principi che aiutino ad orientare le nostre scelte: bisogna tenere conto sia di cosa ci piace fare, sia di cosa sappiamo effettivamente fare (o potremmo imparare) oltre al fatto che la collettività ne abbia o meno un reale bisogno. Inoltre, se vogliamo rendere questa attività sostenibile per noi, dobbiamo trovare il modo di avere un ritorno economico da ciò che facciamo.

Insomma, in nostro discorso si sposta su 4 variabili fondamentali: passione, talento, bisogno collettivo e guadagno personale, andando a costituire un equilibrio dove un eccesso di qualsiasi di queste quattro istanze può essere dannoso tanto quanto la sua mancanza.

 

Passione

 

Non aveva torto Confucio quando diceva “Scegli il lavoro che ami e non lavorerai mai, neanche per un giorno in tutta la tua vita”. ma è davvero così semplice? Forse vale come un discorso globale per orientare le proprie scelte di vita, ma la passione e la motivazione che trasudano da questa affermazione si perdono nel flusso continuo della quotidianità che tanto si prefiggono di proteggere: esistono giornate “no”, momenti di sconforto e periodi di reale fatica con i quali chiunque abbia intenzione di coltivare una passione ha bisogno di far fronte.

Forse, a sostegno di questa affermazione, si possono accostare la dichiarazione di Viktor Frankl, noto per il suo libro “Uno psicologo nei lager” nel quale parla essenzialmente della sua esperienza di sostegno agli altri (soprattutto contro il suicidio) all’interno dei campi di concentramento.

Il suo insegnamento è semplice ma molto incisivo: si rese conto che le persone che erano più propense a sopravvivere in quelle condizioni di estrema sofferenza, erano quelle che avevano una ragione per vivere, che perseguivano un ideale e che riuscivano concedersi, anche in quell’inferno di essere fedeli ai propri valori.

Siccome la motivazione  è del tutto aleatoria e la passione si può corrompere nell’inesorabile svolgersi della quotidianità, l’insegnamento di Frankl è quello di basarsi sui valori in cui crediamo, poiché resistono anche in situazione di estrema deprivazione.

 

Talentato

 

In questa sorta di equazione del successo, il talento acquisisce un ruolo molto importante ed è fondamentale per determinare se oltre a credere in ciò che fai, sei anche effettivamente in grado di farlo. Questo meccanismo ha il pregio di spezzare l’idillio irrealistico per il quale se desideriamo intensamente una cosa allora la potremo sempre e comunque ottenere (caratteristica più attinente ai cartoni Disney anni ‘90 piuttosto che alla vita reale). Questo fa in qualche maniera ripensare all’intera catena della motivazione: spesso ci piace fare qualcosa perché prima ci siamo accorti  di farla bene, poi lo abbiamo coltivato una passione per quell’attività, trasformando quella che era un’inclinazione con un vero e proprio talento.

Nel nostro sistema educativo abbastanza raro che la persona dotata riceva le giuste indicazioni per sviluppare il proprio talento proprio perché, soventemente, questo viene scoperto relativamente tardi e con percorsi di orientamento spesso basati su iniziativa personale.

Ecco perché questo tipo di ricerca, con progetti come TalentUs  non punta a scoprire i bambini prodigio, ma rende possibile a tutti una scoperta delle proprie abilità in varie discipline (sportive, artistiche, espressive ecc.). Non ricerca le persone di talento, ma tenta di far esprimere il proprio talento alle persone.

 

Bisogno collettivo e guadagno individuale

 

Queste ultime due istanze non sono di competenza prettamente psicologica ma intercettano temi legati maggiormente alla società e all’economia. Ciò rende impossibile estendere il discorso in modo ampio poichè la casistica non rientra nelle competenze che possiedo, ma si può osservare come questi due fattori spostino il focus dall’individuo al suo contesto: non si può aspirare al successo attraverso un viaggio solamente interiore (che è necessario ma non sufficiente)  né tantomeno infischiandosene di coloro che ci circondano.

L’unione di questi 4 fattori trova coincidenza con il termine giapponese “ikigai” (intraducibile se non con la frase “qualcosa per cui vivere”) che ci fa presente come tutti questi valori sino fondamentali: se manca il bisogno collettivo il nostro lavoro risulta inutile; se manca il ritorno economico il nostro lavoro ci darà gioia ma non potremo sopravvivere facendo solo questo; se manca un vero e proprio talento ci sentiremo sempre inadeguati (per molti psicologi è la piaga delle nuove generazioni); infine, se non ami ciò che fai sti sembrerà di lavorare inutilmente.

Inutile dire che anche questa non è che un ulteriore tecnica per riuscire a raggiungere il successo, ma per certi versi, fa di più: costringe chi la mette in pratica a riconsiderare non solo quello in cui e bravo e come lo sta migliorando ma a confrontarsi con la realtà e a cercare se esiste corrispondenza con la propria personale idea di successo e quello che si sta facendo per raggiungerlo.