Come trasformare un potenziale talento nello sport in un campione?
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il talento nello sport

Come trasformare un potenziale talento nello sport in un campione?

Lo sport è il primo ambito che, istintivamente, siamo portati ad associare al talento. Ma come riconoscere precocemente un possibile talento nello sport e svilupparlo?

Un atleta capace, da solo, di risolvere a vantaggio della propria squadra una gara o una partita. Che calamita su di sè tutte le attenzioni degli avversari ed è capace di mettere in condizione tutto il gruppo di esprimersi al suo meglio. Un giocatore in grado, apparentemente senza nessuna fatica, di mostrare abilità che lasciano a bocca aperta tutti quelli che lo osservano: questo, grossomodo, è l’identikit, di un talento nello sport. Ma chi è, secondo i professionisti, lo sportivo di talento? Il vicepresidente di CONI Liguria Filippo Tassara sintetizza così: “soggetto caratterizzato da determinati presupposti fisici e psichici che, con una certa approssimazione, potrebbero portarlo, in futuro, a raggiungere risultati di elevato livello sportivo in una data disciplina”. Ma come riconoscere quali sono questi presupposti e quali di essi sono davvero determinanti?

 

Il talento nello sport si vede da piccoli

In un elaborato per la scuola del CONI, si dimostra come sia, almeno in parte, sempre stato chiaro che le radici del talento si vedono fin da ragazzini. Quello che è cambiato, è stato l’approccio. Se negli anni Settanta si guardava all’età puberale e adolescenziale per individuare la cosiddetta “giftedness”, letteralmente capacità donata, il dono di natura, ovvero il talento innato, vent’anni dopo l’approccio degli studi si è rovesciato. Negli anni Novanta si preferisce studiare la storia degli atleti adulti, per trovare le spie del talento osservando a ritroso la loro giovinezza. E soprattutto il modo in cui queste sono state sviluppate attraverso allenamenti specifici e sono cambiate nel corso della loro carriera. Si sviluppa l’expertise approach.

L’aspetto fondamentale, ad ogni modo, era identificare le caratteristiche del giovanissimo talento nello sport quando non era ancora inserito in uno specifico programma di allenamento: evidenziarne le peculiarità naturali: capacità motorie specifiche o caratteristiche fisiche. (Secondo l’esperienza di Blanksby, ad esempio, allenare al nuoto a rana allievi che a scuola camminavano con le punte dei piedi in fuori portava risultati certi.

 

Il talento nello sport non è soltanto uno sportivo straripante

Una volta riconosciute queste attitudini, però, il talento può deve essere sviluppato per esprimersi al suo meglio. Non è competenza, però, solo di allenatori o scuole. Un talento trae vantaggio anche da fattori esterni, come una famiglia che crede nelle sue capacità e ne sviluppa le abilità, ma anche un ambiente che lo spinge al movimento. Il benessere psicoemotivo è fondamentale. Lo devono sapere, secondo il professor La Torre, anche gli allenatori: il talento non si valuta solo sulla prestazione o sulle prospettive, ma anche sull’equilibrio mentale. Di quanti talenti mai davvero esplosi perchè non hanno allenato le proprie qualità mentali è piena la storia dello sport?

Un bravo allenatore deve infatti sapere che il modo di riconoscere un vero talento non è tanto non farsi sfuggire un ragazzo con capacità fuori scala rispetto ai coetanei, ma identificare le potenzialità, fisiche, tecniche, atletiche e psicologiche, che un potenziale talento nello sport dimostra.

 

Non esiste talento nello sport senza allenamento

Ogni sportivo sa che il talento da solo non basta. Se riconosciamo le giuste qualità  in un giovanissimo ancora non sportivo, per farne un talento nello sport  è indispensabile che sia ben allenato. Secondo il CONI e Tassara, sono due le caratteristiche dell’allenamento: deve essere efficace e tollerabile. Per il talento nello sport, c’è un allenamento specifico per ogni età;

Da bambini, i potenziali talenti vanno accompagnati a sviluppare coordinazione, resistenza e rapidità, a livello generale oltre – naturalmente – a divertirsi. Con la pubertà, invece, per un talento è possibile scegliere una disciplina e imparare, oltre alle capacità fisiche, a muoversi dentro le regole tecniche dello sport che ha scelto. Soltanto dopo l’adolescenza, un talento nello sport potrà essere allenato per arrivare alla migliore forma sportiva possibile. Così facendo, si accompagnerà il talento nello sport a palcoscenici sempre più importanti, allenando anche la sua motivazione.

Ecco, secondo il il Comitato olimpico italiano, quali sono le caratteristiche per trasformare un possibile talento nello sport in un vero campione.

 


 

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